LA PIZZICA SALENTINA: TRADIZIONE E STORIA
Come nasce la pizzica salentina
La pizzica salentina è uno dei più bei ricordi di chi trascorre per la prima volta una vacanza nel Salento, terra del mare, del sole e del vento. È un ballo popolare di origini molto antiche (risalente presumibilmente al XIV-XV secolo circa) e in particolare è legata al tarantismo: dopo il morso della tarantola, la persona cadeva in uno stato di choc, dal quale riusciva a risvegliarla solo la musica. La persona danzava mentre i musicisti specializzati suonavano per lei, fino a quando non riusciva ad annullare l’effetto del veleno.
Le radici storiche
Secondo la tradizione, la danza veniva utilizzata per esorcizzare il veleno di un ragno (la "taranta" o tarantola"), che pizzicando le donne nei campi provocava uno stato simile a un sonno ipnotico, convulsioni e malessere, curabile solo con un ritmo indiavolato di tamburelli.
La pizzica è l’espressione tradizionale della danza salentina; una danza, quasi un rito, esercitata dal popolo, gente umile, dedita ai lavori più duri che, nei momenti di festa, si riuniva e, ballando e cantando, trascorreva le ore per dimenticare le fatiche della vita quotidiana.
È una danza di corteggiamento, durante la quale due ballerini si avvicinano ma non si toccano mai. Conduce il ballo la donna, che, servendosi di piccole fughe, guizzi, repentine fermate e ripartenze, stuzzica l’uomo ad inseguirla, a “braccarla” delicatamente.
Con uno sfiorarsi lieve e uno scambio di sguardi più o meno istigatori, si compie una serie di gesti che evidenziano il desiderio dell’uomo “di entrare nelle grazie” della donna e quello di lei di essere corteggiata dall’amato, al quale però sfugge se prova ad avvicinarsi.
Di centrale importanza è il fazzoletto che la donna sventola in segno di elegante provocazione agli occhi dell’uomo, il quale però non può prenderlo se non con il consenso dell’amata.
La danza di coppia è sostenuta dalla ronda, cerchio costituito da ballerini, musicisti e spettatori: il cerchio rappresenta la perfezione e quindi l’energia esterna che si riversa sulla coppia. Con i suoi misteri e i suoi rituali, oggi la pizzica ha il diritto di essere riscoperta e conosciuta da tutti coloro che vogliono far fluire in se stessi l’energia e la forza che tale danza sa sprigionare.
Danza tramandata informalmente per secoli, oggi è studiata e codificata perché possa sopravvivere per sempre nella memoria e nella storia del popolo salentino.
Qual è la differenza tra la taranta e la pizzica?
La differenza principale è che la taranta è il ragno (tarantola) e il mitico morso che causa il tarantismo, mentre la pizzica è la musica e il ballo popolare nato come rito terapeutico per esorcizzare quel veleno. Oggi, la pizzica è una danza di corteggiamento, spesso in coppia, che celebra l'amore e la festa.
Pizzica vs Taranta: peculiarità
- La Taranta (o Tarantismo): era un fenomeno culturale e psicosociale, spesso connesso a disagi repressi, che generava la "tarantata" a ballare freneticamente per sfinimento, per liberarsi dal veleno.
- La Pizzica (Pizzica Pizzica): è la forma di danza salentina che si è evoluta in un ballo di corteggiamento. È contraddistinta da un eccezionale ritmo incalzante, tamburelli e l'uso del fazzoletto come simbolo di seduzione.
Il ballo: la pizzica si balla frequentemente in coppia, dove la donna conduce il gioco con fughe e schermaglie, stuzzicando l'uomo senza mai toccarlo.
La Notte della Taranta
L'evento clou è La Notte della Taranta, ad agosto. Si tratta di un festival di musica popolare salentina che mira a valorizzare la musica tradizionale salentina attraverso la sua riproposta e la contaminazione con altri linguaggi musicali. Si svolge nel mese di agosto, in forma itinerante in varie piazze del Salento, iniziando da Corigliano d'Otranto e culminando nel concertone di Melpignano, che vede la partecipazione di musicisti di fama nazionale ed internazionale.
Ogni edizione del concertone finale è affidata a un "maestro concertatore", che ha il compito di arrangiare le musiche tradizionali del Salento fondendone i ritmi con quelli di altre tradizioni musicali.
La storia del festival
Sergio Blasi, nel lontano 1997, creò l’Istituto Diego Carpitella, da cui ebbe origine la Notte della Taranta. La prima edizione risale al 1998.
Nel 2008 venne creata la fondazione denominata "La Notte della Taranta" per promuovere iniziative autonome, la valorizzazione e la tutela del territorio salentino, favorire le manifestazioni culturali, musicali, sociali e di comunicazione, e progetti di sostegno e sviluppo della ricerca sul fenomeno del tarantismo, delle tradizioni grike e salentine, con specifico riferimento alla musica popolare.
Attualmente, la fondazione cura l'organizzazione e la produzione del festival e collabora con università italiane e straniere e centri di ricerca sul territorio salentino. A capo della fondazione è stato Massimo Bray, presidente fino al 27 aprile 2013, data in cui è stato nominato Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo del governo Letta. In seguito, il nuovo presidente è stato Massimo Manera, nominato il 3 luglio 2013.
L’edizione 2020 si svolse a porte chiuse a causa della pandemia, mentre quella del 2021 ha ristretto le presenze a circa 1000 persone. Dal 2000 il concertone finale di Melpignano viene trasmesso in diretta televisiva e streaming su Internet. La diretta è stata inizialmente affidata all’emittente salentina Telerama, dal 2007 affiancata da Telenorba. Dal 2012 il concerto è trasmesso in diretta nazionale sull’emittente Cielo e sul canale YouTube della fondazione.
Altri eventi rappresentativi includono la festa di San Rocco a Torre Paduli (15-16 agosto, danza delle spade) e la festa di San Pietro e Paolo a Galatina (fine giugno).
Tappe del festival
In passato, la Notte della Taranta durante il festival itinerante faceva tappa in 15 comuni salentini: Alessano, Andrano, Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cursi, Cutrofiano, Galatina, Martano, Martignano, Soleto, Sternatia, Zollino e Lecce. Dal 2015, le tappe diventano 16 con l'aggiunta del comune di Sogliano Cavour, mentre dal 2017 le tappe sono 17, per l'aggiunta di Acaya, frazione di Vernole.
Principali eventi e contesti della pizzica
- Festival itineranti (Agosto): il festival de "La Notte della Taranta" tocca vari comuni della Grecìa Salentina.
- Feste Patronali e Sagre: quasi ogni paese ospita gruppi di pizzica durante l'estate, tra cui la Festa te lu Mieru a Carpignano Salentino (settembre) e la Focara a Novoli (gennaio).
- Serate Pizzicate: durante l'anno, specialmente in primavera ed estate, si tengono spesso incontri, stage di ballo e "pizzica dinner" in varie località del Salento (es. Galatina, Cutrofiano, Lecce).
Luoghi chiave della Pizzica Salentina
- Galatina: centro storico del tarantismo, con la cappella di San Paolo.
- Melpignano: sede del concertone finale.
- Torre Paduli (Ruffano): famosa per la "danza delle spade" a ferragosto.
La Danza delle Spade
Si festeggia solitamente tra la notte del 15 e il 16 agosto, evento molto atteso per via della Danza delle Spade. Si caratterizza per una sorta di scherma al ritmo della ipnotica pizzica salentina, suonata da musicisti disposti in cerchio con armonica e tamburelli.
La leggenda narra che questa tradizione ricordi l’arte della scherma insegnata dallo stesso San Rocco ai prigionieri che, come lui, erano detenuti a Voghera. Altri indizi invece ricercano l'origine di questo rito ancestrale nel paganesimo importato dai colonizzatori greci, che hanno lasciato evidenti tracce nella Grecìa Salentina.
La danza si svolge tra due uomini che si esibiscono dentro un cerchio di uomini detti "ronde", in un susseguirsi di movimenti precisi che ricordano le arti marziali. La sfida, che un tempo avveniva con armi vere, oggi simula l’uso di pugnali e spade, seguendo regole ben precise al ritmo incessante della pizzica. Se un contendente viene sfiorato dall'altro, sarà sostituito da un altro.
Per eventuali aggiornamenti, si consiglia di consultare i calendari locali di "pizzica live" e le sagre paesane salentine.
Le canzoni della Pizzica Salentina
Ci sono le canzoni della pizzica salentina. Possiamo trovare diversi testi che la musica popolare ci offre, dettati sia dal morso sia dalla vita di tutti i giorni. Non tutto quindi è ritmo, ma anche delicate carezze.
Per comprendere meglio, ricordiamo alcune canzoni di pizzica salentina: Pizzicarella, Santu Paulu, Mamma la Rondinella, Aria Caddipulina e, come dimenticare, Lu Tammurreddu Meu.
Rappresentano solo una piccola parte del repertorio salentino, una piccola fetta di terra che guarda a est, composta da pochi comuni e denominata Grecìa Salentina, dove si parla ancora una lingua antica, il Grico. Questo è un dialetto nel dialetto che ci ricorda le origini greche del territorio.
La pizzica rimane un mezzo per tramandare ruoli e tradizioni, un elemento ormai caratteristico della cultura salentina. Molte persone che hanno passato una vacanza nel Salento confermano che non ha mai perso il suo fascino e continua a unire le diverse generazioni, attrarre turisti e celebrare l’identità locale.


