La Puglia, terra celebre per le sue coste, custodisce un'anima profonda e oscura nel suo sottosuolo, dove la storia contadina e la geologia hanno creato paesaggi unici. Oltre le spiagge, il Salento e l'entroterra barese offrono un viaggio nel tempo attraverso frantoi ipogei e grotte carsiche, veri e propri segreti nascosti.
I Frantoi Ipogei: L'Oro Verde nel Cuore della Roccia
I frantoi ipogei, spesso chiamati trappeti, sono antiche strutture scavate interamente nella roccia calcarea, a diversi metri di profondità. Questo "Salento sotterraneo" ha sostenuto l'economia locale per secoli, producendo soprattutto "olio lampante", utilizzato in tutta Europa per l'illuminazione.
Perché sottoterra? La scelta era strategica: proteggere la produzione dalle incursioni dei pirati e mantenere una temperatura costante (12-15 °C), ideale per la lavorazione delle olive, evitando la loro cristallizzazione durante i mesi invernali.
La vita del Trappitaro: La vita nei frantoi era dura, con turni di lavoro massacranti, spesso legati alla "branda calda", dove i lavoratori vivevano sottoterra per mesi, da ottobre a febbraio, senza vedere la luce del sole.
Dove visitarli:
Presicce-Acquarica: conosciuta come la "città degli ipogei", vanta oltre 20 frantoi nel centro storico.
Gallipoli: il Frantoio Ipogeo di Palazzo Granafei è uno dei più grandi e suggestivi visitabili.
Vernole: il frantoio ipogeo Lu Caffa è un esempio del '500, attivo fino al '900.
La Storia Sotterranea tra Miti e Leggende
Questi luoghi sotterranei sono ricchi di storie. Si narra che, a Presicce, i frantoi fossero popolati di notte da folletti dispettosi chiamati uri. Inoltre, i frantoi ipogei del Salento, come quello di Muro Leccese, talvolta nascondono graffiti storici, come quelli che celebrerebbero la battaglia di Lepanto (1571).
Un viaggio sottoterra in Puglia è quindi un'immersione necessaria per comprendere la vera essenza di questa terra, dove la storia, l'uomo e la natura si incontrano nel silenzio degli ipogei.
La città degli ipogei: Presicce
Presicce-Acquarica, uno dei Borghi più belli d'Italia nel basso Salento, è celebre come "città degli ipogei" per i suoi oltre 20 antichi frantoi sotterranei (trappeti) medievali. Questo tesoro nascosto, un tempo fulcro della produzione olearia, offre un viaggio unico nella storia sotterranea, tradizione e architettura rurale salentina.
La maggior parte dei trappeti ipogei, scavati nella roccia calcarenitica, si sono diffusi tra il XVII e il XIX secolo nel centro storico di Presicce.
Ve ne sono diversi in piazza del Popolo, intorno al Palazzo ducale, davanti la Chiesa Madre e in via Gramsci. Sembra che a Presicce vi fosse una delle più alte concentrazioni di tappeti a grotta. Essi costituirono l’asse portante dell’economia locale. I frantoi e i torchi erano del tipo “alla calabrese” e finirono di produrre olio verso la fine dell’Ottocento.
Oggi alcuni di questi sono stati restaurati e sono visitabili. Questi rappresentano una delle caratteristiche più importanti del territorio salentino, raccontando appunto la storia di un popolo e di una terra in cui l’olio era una delle principali fonti di sostentamento. Ancora oggi la Puglia è tra le migliori produttrici di olio extra vergine d’oliva, e sapere che tutto è nato sotto terra è un qualcosa di mistico e affascinante.
Presicce-Acquarica, situato nell'entroterra del basso Salento, dista solo 9 km dal Mar Ionio, offrendo facile accesso alle rinomate spiagge di Lido Marini, Torre Pali e Pescoluse (Maldive del Salento). Queste località, a breve distanza, offrono sabbia bianca, fondali bassi e acque cristalline, ideali per famiglie.
Il Frantoio Oleario Ipogeo di Palazzo Grafanei a Gallipoli
Gallipoli riveste un grande fascino ed è una delle principali attrazioni turistiche del Salento!
Ci troviamo nel centro vecchio della città, tra le sue intricate stradine. Il frantoio si trova al di sotto dei palazzi Grafanei, D’Acugna e Grassi, che si fronteggiano su Via Antonietta de Pace.
Per ben 200 mq, è possibile visitare questo luogo, uno dei 35 frantoi ipogei del 1600, reso ancora più affascinante dal fatto che sia l’unico interamente ristrutturato!
La scelta di creare frantoi sotterranei risultava ottima. Permetteva di mantenere le olive alla temperatura costante di 17° circa e non vi era il rischio che ammuffissero, cosa che accadeva in superficie.
Qui, in profondità, si apre tutto un mondo. Si parte alla scoperta di presse olearie, di una macina risalente al XVII sec. e di altre macchine usate per la lavorazione specifica delle olive. Si snodano varie sale, contenenti le attrezzature originarie atte alla produzione dell’olio e, in più, le stanze riservate alla conservazione delle olive, quelle per i lavoratori e le stalle per gli animali.
Come Visitare il Frantoio
La visita, coadiuvata da guide preparate, è estremamente interessante e immersiva. Le guide spiegano accuratamente le tecniche e le fasi di lavorazione dell’olio; si ripercorrono i momenti più significativi della storia del frantoio, dai suoi secoli d’oro fino all’avvento dell’elettricità.
In tal modo rivive anche il passato della città, la bella Gallipoli. La sua cultura si snoda sotto gli occhi dei visitatori e il fascino dei secoli passati si può quasi respirare negli ambienti sotterranei del frantoio.
Un percorso estremamente affascinante, imperdibile per chi vuole accostarsi in maniera ancora più completa alla tradizione salentina.
Si presta, anche, ad essere concluso con un aperitivo accompagnato da bruschette, condite, ovviamente, col famoso olio pugliese.
Vernole: Il frantoio ipogeo Lu Caffa
Vernole è un comune italiano di circa 7.000 abitanti, situato in Puglia, nella provincia di Lecce, nel cuore del Salento. Si trova a sud del capoluogo salentino, a circa 14 km da Lecce, ed è posizionato a soli 3 km dalla costa adriatica.
Il Frantoio ipogeo "Caffa" risale al XVI secolo ed è scavato interamente nel banco roccioso di Piazza Vittorio Veneto. Conserva ancora torchi e macine che venivano utilizzate per la lavorazione delle olive. È stato operativo sino al 1900.
Il percorso di visita fa rivivere la frangitura delle olive praticata dai contadini di una volta. Infatti, da una ricerca svolta presso l'archivio di stato di Lecce, si rileva che nel 1576 il trappeto "Caffa" era funzionante; nel catasto conciario del 1748 è indicato appartenente ai beni feudali della famiglia Bernardini. Il comune di Vernole lo acquistò il 27 ottobre 1885 per il prezzo di 1.800 lire. Re Umberto I ratificò l'acquisto il 17 dicembre 1885. Il frantoio rimase in attività sino ai primi del 1900, poi venne abbandonato e successivamente colmato con terriccio. Recuperato recentemente dall'Amministrazione Comunale e reso fruibile.
L’interno del frantoio è uno spettacolo per gli occhi dei visitatori. La vasca con la macina utilizzata per la frangitura delle olive è il marchio di fabbrica di questo reperto archeologico. Risalta all’occhio del visitatore la maestria con cui vennero ricavate le sciave, i torchi (alla “calabrese” e alla “genovese”) ed i piccoli canali utilizzati per convogliare l’olio nelle apposite cisterne.
Scendere sotto terra per esplorare frantoi e mulini ipogei è un'esperienza suggestiva che trasforma la visita in un vero viaggio nel tempo. Questi ambienti ipogei, antiche strutture scavate interamente nella roccia a diversi metri di profondità, rappresentano una testimonianza storica preziosa, spesso valorizzati come monumenti della cultura rurale.


