La Puglia è ancora regina: 27 volte Bandiera Blu per il mare più bello d’Italia
“La Bandiera Blu non è solo un premio, è la firma che mettiamo sul futuro del nostro mare e delle generazioni che verranno.”
La Bandiera Blu nasce in Europa nel 1987, dichiarato “Anno europeo dell’ambiente”. Istituita dalla Foundation for Environmental Education (FEE), è nata per certificare la qualità delle acque, la sostenibilità del turismo e promuovere una gestione responsabile delle località costiere e lacustri.
Ecco una panoramica completa sulla storia e sull’evoluzione di questo prestigioso riconoscimento.
Le origini: come è stata creata la Bandiera Blu
Il programma “Blue Flag” venne creato, in origine, esclusivamente per i Paesi europei. L’obiettivo principale della FEE — un’organizzazione non governativa e no-profit con sede in Danimarca — era quello di sensibilizzare le amministrazioni locali e i turisti sull’importanza della tutela ambientale.
Negli anni ’80, con lo sviluppo del turismo di massa, si sentiva la forte esigenza di orientare i vacanzieri verso mete che garantissero non solo la bellezza del paesaggio, ma anche servizi igienico-sanitari adeguati e un impegno concreto per l’ecosistema.
La bandiera nacque quindi come uno strumento di orientamento immediato per il cittadino: un vessillo visibile sulla spiaggia che garantiva il rispetto di parametri rigorosi.
Cosa premia davvero la Bandiera Blu?
In genere si pensa che la Bandiera Blu certifichi solo un mare cristallino o un paesaggio incontaminato. In realtà, i criteri di assegnazione sono molto più complessi e tecnici.
La FEE valuta annualmente i comuni costieri e lacustri basandosi su diverse aree chiave:
1. Qualità delle acque di balneazione: devono risultare eccellenti secondo i prelievi effettuati dalle autorità sanitarie negli anni precedenti.
2. Gestione ambientale: raccolta differenziata, corretta depurazione delle acque reflue, gestione dei rifiuti pericolosi ed eliminazione degli scarichi abusivi.
3. Servizi e sicurezza: presenza di bagnini, salvataggio, pulizia costante delle spiagge e accessibilità per le persone con disabilità.
4. Educazione ambientale: iniziative di sensibilizzazione promosse dai comuni per residenti e turisti.
Come funziona l’assegnazione?
La bandiera non viene attribuita, in genere, a un comune, ma a singole spiagge. Un comune può quindi ricevere una o più Bandiere Blu, a seconda del litorale certificato.
Il processo di valutazione prevede che i comuni presentino una candidatura dettagliata, la quale viene vagliata da una giuria nazionale — in Italia supportata dal CoNISMa (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare) — e poi validata dalla giuria internazionale della FEE.
Un premio in continuo cambiamento
Negli anni, i requisiti per ottenere la Bandiera Blu sono diventati sempre più esigenti, adattandosi alle nuove sfide globali.
Ai criteri storici si sono aggiunti parametri legati all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla mobilità sostenibile (piste ciclabili, aree pedonali), all’inclusività e alla tutela della biodiversità marina.
Se stai programmando le tue vacanze, puoi consultare la mappa interattiva e l’elenco completo dei litorali premiati direttamente sul sito ufficiale della Bandiera Blu.
Il Salento si conferma un’eccellenza per il turismo sostenibile
Con ben 27 vessilli assegnati alla regione, le coste leccesi brillano per la qualità delle acque e l’efficienza dei servizi, offrendo agli amanti del mare un litorale da record in cui trascorrere le vacanze.
Il litorale ionico del Salento, in particolare, festeggia un nuovo e straordinario traguardo ambientale. Anche per il 2026, la Città di Salve ha conquistato la prestigiosa Bandiera Blu, il riconoscimento internazionale della FEE che certifica non solo l’eccellente qualità delle acque, ma anche la sostenibilità dei servizi e la gestione del territorio.
I riflettori si accendono nuovamente sulle rinomate marine di Torre Pali, Pescoluse e Posto Vecchio, confermando questa striscia di costa come una delle mete balneari più virtuose e affascinanti d’Italia.
Sostenibilità e turismo: il futuro del Salento
La Bandiera Blu 2026 rappresenta un biglietto da visita fondamentale per la stagione turistica. La Città di Salve dimostra come sia possibile coniugare l’accoglienza di migliaia di visitatori con il rispetto rigoroso dell’ambiente.
Il Salento è ideale sia per chi ama rilassarsi sotto l’ombrellone, sia per gli esploratori. Se ti trovi sulla costa adriatica (es. Torre dell'Orso o Otranto), la mattina potresti imbatterti nel vento di Tramontana, che rende il mare piatto e cristallino.
Al contrario, con lo scirocco, ti conviene spostarti sul versante ionico (es. Ugento o Salve) per godere di acque da cartolina, riparate dal vento.
Le perle del litorale: Torre Pali, Pescoluse e Posto Vecchio
Il litorale ionico salentino offre alcune delle spiagge più spettacolari d’Italia, caratterizzate da sabbia bianca finissima, dune costiere e acque cristalline che ricordano i Caraibi.
Le località imperdibili si concentrano lungo la costa tra Porto Cesareo, Gallipoli e Santa Maria di Leuca.
La costa di Salve, in particolare, offre paesaggi variegati e servizi di alto livello, adatti a ogni tipologia di viaggiatore.
Torre Pali è famosa per la sua suggestiva torre cinquecentesca che emerge direttamente dal mare, unendo il fascino della storia a spiagge sabbiose perfette per le famiglie.
Pescoluse è rinomata in tutta Europa e spesso definita come le “Maldive del Salento”, incanta i visitatori con la sua sabbia finissima e dorata e fondali bassi che creano sfumature di acqua turchese e cristallina.
Posto Vecchio è una splendida estensione naturale dove le dune costiere incontaminate e la rigogliosa macchia mediterranea incorniciano un mare limpido e accogliente.
La Bandiera Blu per il Salento è molto più di un semplice riconoscimento cromatico: è un vero e proprio volano di crescita. Questo prestigioso vessillo, assegnato annualmente dalla FEE, conferma l’eccellenza delle acque di balneazione, l’efficienza della depurazione, la gestione virtuosa dei rifiuti, la pedonalizzazione e l’accessibilità.


