Chiamaci
Whatsapp
Ultimi Articoli inseriti:

Barbarano: il santuario di "Leuca Piccola" e le vore carsiche

A pochi km dalle bianche spiagge di Salve, rientrando verso l'entroterra dalla postazione di Torre Vado, sorge Barbarano del Capo, un piccolo borgo che è frazione di Morciano di Leuca (LE), di rilevanza storica, in quanto nel suo territorio è collocato il santuario di Santa Maria di Leuca del Belvedere (altrimenti nota come "Leuca Piccola"), un luogo che veniva impiegato nei secoli scorsi come meta di stazionamento, preghiera e ristoro dai numerosi pellegrini nel loro tragitto verso la tappa finale "De Finibus Terrae" (santuario di S.Maria di Leuca).

Leuca Piccola - Barbarano del Capo (LE)

Turismo dell' abbandono in Salento: Il Villaggio di Monteruga

Nei dintorni di Porto Cesareo, versante ionico, e più precisamente, sulla strada che porta da San Pancrazio salentino a Torre Lapillo, in Salento. è ubicata la masseria di "Monteruga", sorta nei primi anni dello scorso secolo e negli anni divenuta un vero e proprio borgo (o villaggio), che a partire dagli anni 80 viene progressivamente abbandonato dai villeggianti, ed attualmente in uno stato di degrado e spesso meta degli avventurieri ed audaci turisti dell'abbandono.

monteruga-villaggiofantasma-salento

Il Castello Aragonese di Otranto - Storia ed Eventi

Nel cuore della città salentina di Otranto, è collocato il suo popolare Castello Aragonese, una imponente fortezza di importanza storica, fatta costruire nell'ultimo ventennio del XV secolo da Alfonso D' Aragona, dopo il violento attacco subito dalla città nel 1480 ad opera dei Turchi (dove persero la vita gli 813 gloriosi "Martiri d' Otranto", per aver rifiutato la conversione alla regligione islamica).

La costruzione è stata migliorata e rafforzata poi nel corso degli anni (nel 1535 da Don Pedro di Toledo, e nel 1578 con l'aggiunta di un bastione e dei baluardi per l'avvistamento delle navi) fino alle ultime opere realizzate dal salentino G.F. Saponaro.

Sidereus, il Parco Astronomico del Sud Salento

Per tutti gli appassionati di Astronomia, e per coloro che volessero avvicinarsi anche solo per curiosità, alla scienza che studia i corpi celesti, a Salve (LE), a pochi km dalle bianche spiagge di Pescoluse, è ubicato Sidereus, un parco astronomico immerso in 5.000mq di terreno e circondato dagli ulivi, ottimamente equipaggiato con un sofisticato ed innovativo Planetario a multi-proiezione (analogica e digitale), un Radiotelescopio, ed una speciale "Galleria delle Scienze" dove viene allestita un'esposizione di meteoriti ed astrofotografie.

 Il parco Astronomico di Salve (LE) - Salento

TOUR NEL BAROCCO DI PIETRA LECCESE

TOUR NEL BAROCCO DI PIETRA LECCESE

Il barocco leccese è uno stile unico sviluppatosi tra il XVI e il XVIII secolo, caratterizzato dall'uso della tenera pietra leccese dorata, che ha permesso sculture esuberanti, dettagli minuziosi e decorazioni fantastiche su chiese e palazzi, rendendo Lecce la "Firenze del Sud".

"Lecce è aria che sorride, che mi circonda amorosa, il barocco di certe vie davanti ai miei occhi, il soffio sul viso del mare lontano." – Fabrizio Caramagna

Le Origini

Il barocco leccese nasce nel XVII secolo, orientato dallo stile plateresco spagnolo, ma adattato al contesto salentino. Non nasce come stile di corte, ma piuttosto come espressione religiosa e aristocratica, promossa dalla Chiesa (in particolare dal vescovo Luigi Pappacoda) e dai feudatari locali per esercitare il proprio potere.

La Pietra Leccese

La pietra leccese è un materiale morbido, facile da scolpire e dal colore caldo, dorato, che interagisce con la luce solare. Gli scalpellini locali, veri poeti del martello e del cesello, la trasformarono in merletti di pietra, in fiori, volute, cherubini e creature fantastiche. Non c’era bisogno d’altro: la bellezza era tutta lì, in un blocco di calcare e nell’arte delle mani.

Il barocco leccese cresce gradualmente: di fede, di arte, di identità. È lo stile delle chiese che si affacciano sulle piazze bianche e silenziose, delle balconate che raccontano storie d’amore e di mare, dei portali che sembrano inviti al sogno. L'architettura punta a sbalordire e trascinare, con un forte senso di movimento e magnificenza, spesso connesso al potere della Chiesa.

Itinerario: I Gioielli del Barocco Leccese

Basilica di Santa Croce: rappresenta la massima espressione del barocco leccese. Una facciata che è un trionfo di sculture, con un rosone maestoso.

Piazza del Duomo: un esempio raro di piazza "chiusa" e scenografica, progettata da Giuseppe Zimbalo.

Chiesa di San Matteo: celebre per le sue forme concave e convesse, esempio della stravaganza barocca.

Porta Napoli, Porta Rudiae e Porta San Biagio: gli ingressi monumentali della città.

La Basilica di Santa Croce di Lecce

È un capolavoro assoluto del barocco leccese, costruita tra il 1549 e il 1646. Celebre per la sua facciata riccamente decorata in pietra leccese, rappresenta il simbolo dell'arte barocca nel cuore del Salento. Oggi, la tecnologia arricchisce la sua visita con percorsi immersivi come "I Misteri di Santa Croce".

La costruzione iniziò nel 1549, ma i lavori si protrassero per quasi un secolo, terminando nel 1646. La facciata presenta una transizione dal gusto rinascimentale dell'ordine inferiore al pieno barocco di quello superiore. Gabriele Riccardi impostò la struttura; Francesco Zimbalo realizzò i tre portali nel 1606; infine, Cesare Penna si occupò della parte superiore, arricchendola con il celebre rosone barocco.

La Facciata

È caratterizzata da un'esuberante decorazione con mensole zoomorfe, antropomorfe e tredici puttini. I tre portali presentano lunette che richiamano il tema della Santa Croce.

L’Interno

La basilica ha un impianto a croce latina con tre navate e una cupola cinquecentesca. Tra gli altari spiccano il Trionfo della Croce di Cesare Penna e quello di San Francesco da Paola.

Piazza del Duomo

Piazza Duomo a Lecce è uno dei più straordinari esempi di piazza "chiusa" in Italia, vero gioiello del barocco. Progettata come una cittadella ecclesiastica, ospita il maestoso Duomo, l'alto Campanile, il Palazzo del Seminario (Museo Diocesano) e l'Episcopio. È un luogo scenografico e armonico, considerato tra i più belli del Salento.

La piazza è caratterizzata dal calore della pietra leccese, con un design che crea una "città dentro la città". Oltre alla Cattedrale (Duomo), si affacciano il Campanile (alto circa 70 m), l'Episcopio e il Palazzo del Seminario.

Anticamente definita "Cortile del Vescovado", era chiusa di notte e sorvegliata, fungendo da cittadella fortificata. Piazza Duomo è distinta dalla più centrale Piazza Sant'Oronzo, la quale ospita l'anfiteatro romano e la colonna del patrono. È un luogo imperdibile nel centro storico di Lecce per la sua atmosfera unica, specialmente la sera.

La Chiesa di San Matteo di Lecce

La Chiesa di San Matteo a Lecce, eretta tra il 1667 e il 1700, è un capolavoro del barocco leccese, noto per la sua facciata unica che alterna linee concave e convesse. Situata nel centro storico, presenta un'architettura influenzata dallo stile romano, in particolare dal Borromini, e ospita una leggenda su una colonna incompiuta.

Si distingue per la sua forma sinuosa, divisa in due ordini: quello inferiore convesso e quello superiore concavo. È riccamente decorata con elementi floreali, angeli e un bugnato tipico. Progettata da Achille Larducci, la costruzione fu completata probabilmente da Giuseppe Zimbalo. Nata su una precedente cappella del XV secolo, è annessa all'ex convento delle Terziarie Francescane.

È possibile ammirare la navata unica, uno stile barocco sobrio ma elegante, con altari riccamente decorati.

Una famosa leggenda racconta che il diavolo, invidioso della bellezza della chiesa, fece morire lo scultore prima che potesse completare l'ultima colonna a spirale sulla facciata, lasciandola incompiuta.

Recentemente, la chiesa è stata protagonista di un progetto di digitalizzazione (realtà virtuale) curato da ArtWork, che permette una visita immersiva a 360°.

Oggi, la Chiesa di San Matteo, sede della parrocchia di Santa Maria della Luce, rappresenta una tappa fondamentale nel cuore di Lecce per gli amanti dell'arte barocca.

Porta Napoli, Porta Rudiae e Porta San Biagio

Sono i tre imponenti archi di trionfo superstiti che rappresentano l'ingresso al centro storico di Lecce. Edificate o ricostruite tra il XVI e il XVIII secolo, testimoniano la storia barocca e difensiva della città (con una quarta porta, S. Martino, distrutta nell'Ottocento).

Porta Napoli (Arco di Trionfo) – 1548
È la più imponente, costruita in onore di Carlo V da Giangiacomo dell'Acaya. Presenta due colonne per lato e un alto timpano triangolare con lo stemma imperiale dell'aquila bicipite. È situata nei pressi dell'Obelisco.

Porta Rudiae – 1703
Ricostruita sui resti di quella antica, si trova verso il sito archeologico di Rudiae. È caratterizzata da quattro colonne, busti mitologici e la statua di Sant'Oronzo sulla sommità.

Porta San Biagio – 1774
Situata vicino a piazza d'Italia, prende il nome dall'omonima cappella. Presenta uno stile più sobrio, con colonne lisce e una statua di San Biagio in alto, ricostruita per volere del governatore Tommaso Ruffo.

Questi monumenti sono fondamentali per l'itinerario storico-turistico del barocco leccese.

Il Barocco Leccese nella Provincia

Oltre a Lecce, la provincia è ricca di capolavori barocchi, spesso definiti "barocco leccese" o "salentino" per le loro caratteristiche peculiari legate alla lavorazione della pietra tenera locale. Tra i centri più importanti spiccano Nardò, Galatone, Gallipoli e Santa Maria di Leuca.

Quest'ultima, in particolare, sebbene sia nota principalmente per la Basilica Pontificia e il faro, partecipa all'atmosfera culturale e artistica del Salento, caratterizzata dalla presenza di antiche masserie e da influenze barocche nel territorio circostante.

Il barocco leccese trasforma gli edifici in opere d'arte, rendendo le città del Salento un vero e proprio museo a cielo aperto.

La zona di Santa Maria di Leuca è un punto di partenza ideale per visitare alcune delle più belle spiagge del Salento, offrendo un mix unico di scogliere spettacolari e sabbia caraibica. La zona vanta spiagge sabbiose (Pescoluse) e calette rocciose (Ciolo, San Gregorio), incluse le note "Maldive del Salento", a breve distanza.

La Pietra Leccese: L’Anima del Salento

La pietra leccese è molto più di un materiale da costruzione: è l'essenza stessa del paesaggio salentino, un legame indissolubile tra la terra, la storia e la natura del Sud Italia.

Originatasi milioni di anni fa, questa roccia calcarea sedimentaria racconta la storia di un territorio un tempo sommerso, trasformando frammenti fossili in una risorsa preziosa.

La pietra leccese non è solo un materiale, ma “respira”, assorbendo luce e umidità, e continua a raccontare la sua storia millenaria in ogni vicolo e monumento del Salento.

Il Salento Sottosopra: I segreti sottoterra

 

La Puglia, terra celebre per le sue coste, custodisce un'anima profonda e oscura nel suo sottosuolo, dove la storia contadina e la geologia hanno creato paesaggi unici. Oltre le spiagge, il Salento e l'entroterra barese offrono un viaggio nel tempo attraverso frantoi ipogei e grotte carsiche, veri e propri segreti nascosti.

I Frantoi Ipogei: L'Oro Verde nel Cuore della Roccia

I frantoi ipogei, spesso chiamati trappeti, sono antiche strutture scavate interamente nella roccia calcarea, a diversi metri di profondità. Questo "Salento sotterraneo" ha sostenuto l'economia locale per secoli, producendo soprattutto "olio lampante", utilizzato in tutta Europa per l'illuminazione.

Perché sottoterra? La scelta era strategica: proteggere la produzione dalle incursioni dei pirati e mantenere una temperatura costante (12-15 °C), ideale per la lavorazione delle olive, evitando la loro cristallizzazione durante i mesi invernali.

La vita del Trappitaro: La vita nei frantoi era dura, con turni di lavoro massacranti, spesso legati alla "branda calda", dove i lavoratori vivevano sottoterra per mesi, da ottobre a febbraio, senza vedere la luce del sole.

Dove visitarli:
Presicce-Acquarica: conosciuta come la "città degli ipogei", vanta oltre 20 frantoi nel centro storico.
Gallipoli: il Frantoio Ipogeo di Palazzo Granafei è uno dei più grandi e suggestivi visitabili.
Vernole: il frantoio ipogeo Lu Caffa è un esempio del '500, attivo fino al '900.

La Storia Sotterranea tra Miti e Leggende

Questi luoghi sotterranei sono ricchi di storie. Si narra che, a Presicce, i frantoi fossero popolati di notte da folletti dispettosi chiamati uri. Inoltre, i frantoi ipogei del Salento, come quello di Muro Leccese, talvolta nascondono graffiti storici, come quelli che celebrerebbero la battaglia di Lepanto (1571).

Un viaggio sottoterra in Puglia è quindi un'immersione necessaria per comprendere la vera essenza di questa terra, dove la storia, l'uomo e la natura si incontrano nel silenzio degli ipogei.

La città degli ipogei: Presicce

Presicce-Acquarica, uno dei Borghi più belli d'Italia nel basso Salento, è celebre come "città degli ipogei" per i suoi oltre 20 antichi frantoi sotterranei (trappeti) medievali. Questo tesoro nascosto, un tempo fulcro della produzione olearia, offre un viaggio unico nella storia sotterranea, tradizione e architettura rurale salentina.

La maggior parte dei trappeti ipogei, scavati nella roccia calcarenitica, si sono diffusi tra il XVII e il XIX secolo nel centro storico di Presicce.

Ve ne sono diversi in piazza del Popolo, intorno al Palazzo ducale, davanti la Chiesa Madre e in via Gramsci. Sembra che a Presicce vi fosse una delle più alte concentrazioni di tappeti a grotta. Essi costituirono l’asse portante dell’economia locale. I frantoi e i torchi erano del tipo “alla calabrese” e finirono di produrre olio verso la fine dell’Ottocento.

Oggi alcuni di questi sono stati restaurati e sono visitabili. Questi rappresentano una delle caratteristiche più importanti del territorio salentino, raccontando appunto la storia di un popolo e di una terra in cui l’olio era una delle principali fonti di sostentamento. Ancora oggi la Puglia è tra le migliori produttrici di olio extra vergine d’oliva, e sapere che tutto è nato sotto terra è un qualcosa di mistico e affascinante.

Presicce-Acquarica, situato nell'entroterra del basso Salento, dista solo 9 km dal Mar Ionio, offrendo facile accesso alle rinomate spiagge di Lido Marini, Torre Pali e Pescoluse (Maldive del Salento). Queste località, a breve distanza, offrono sabbia bianca, fondali bassi e acque cristalline, ideali per famiglie.

Il Frantoio Oleario Ipogeo di Palazzo Grafanei a Gallipoli

Gallipoli riveste un grande fascino ed è una delle principali attrazioni turistiche del Salento!

Ci troviamo nel centro vecchio della città, tra le sue intricate stradine. Il frantoio si trova al di sotto dei palazzi Grafanei, D’Acugna e Grassi, che si fronteggiano su Via Antonietta de Pace.

Per ben 200 mq, è possibile visitare questo luogo, uno dei 35 frantoi ipogei del 1600, reso ancora più affascinante dal fatto che sia l’unico interamente ristrutturato!

La scelta di creare frantoi sotterranei risultava ottima. Permetteva di mantenere le olive alla temperatura costante di 17° circa e non vi era il rischio che ammuffissero, cosa che accadeva in superficie.

Qui, in profondità, si apre tutto un mondo. Si parte alla scoperta di presse olearie, di una macina risalente al XVII sec. e di altre macchine usate per la lavorazione specifica delle olive. Si snodano varie sale, contenenti le attrezzature originarie atte alla produzione dell’olio e, in più, le stanze riservate alla conservazione delle olive, quelle per i lavoratori e le stalle per gli animali.

Come Visitare il Frantoio

La visita, coadiuvata da guide preparate, è estremamente interessante e immersiva. Le guide spiegano accuratamente le tecniche e le fasi di lavorazione dell’olio; si ripercorrono i momenti più significativi della storia del frantoio, dai suoi secoli d’oro fino all’avvento dell’elettricità.

In tal modo rivive anche il passato della città, la bella Gallipoli. La sua cultura si snoda sotto gli occhi dei visitatori e il fascino dei secoli passati si può quasi respirare negli ambienti sotterranei del frantoio.

Un percorso estremamente affascinante, imperdibile per chi vuole accostarsi in maniera ancora più completa alla tradizione salentina.
Si presta, anche, ad essere concluso con un aperitivo accompagnato da bruschette, condite, ovviamente, col famoso olio pugliese.

Vernole: Il frantoio ipogeo Lu Caffa

Vernole è un comune italiano di circa 7.000 abitanti, situato in Puglia, nella provincia di Lecce, nel cuore del Salento. Si trova a sud del capoluogo salentino, a circa 14 km da Lecce, ed è posizionato a soli 3 km dalla costa adriatica.

Il Frantoio ipogeo "Caffa" risale al XVI secolo ed è scavato interamente nel banco roccioso di Piazza Vittorio Veneto. Conserva ancora torchi e macine che venivano utilizzate per la lavorazione delle olive. È stato operativo sino al 1900.

Il percorso di visita fa rivivere la frangitura delle olive praticata dai contadini di una volta. Infatti, da una ricerca svolta presso l'archivio di stato di Lecce, si rileva che nel 1576 il trappeto "Caffa" era funzionante; nel catasto conciario del 1748 è indicato appartenente ai beni feudali della famiglia Bernardini. Il comune di Vernole lo acquistò il 27 ottobre 1885 per il prezzo di 1.800 lire. Re Umberto I ratificò l'acquisto il 17 dicembre 1885. Il frantoio rimase in attività sino ai primi del 1900, poi venne abbandonato e successivamente colmato con terriccio. Recuperato recentemente dall'Amministrazione Comunale e reso fruibile.

L’interno del frantoio è uno spettacolo per gli occhi dei visitatori. La vasca con la macina utilizzata per la frangitura delle olive è il marchio di fabbrica di questo reperto archeologico. Risalta all’occhio del visitatore la maestria con cui vennero ricavate le sciave, i torchi (alla “calabrese” e alla “genovese”) ed i piccoli canali utilizzati per convogliare l’olio nelle apposite cisterne.

Scendere sotto terra per esplorare frantoi e mulini ipogei è un'esperienza suggestiva che trasforma la visita in un vero viaggio nel tempo. Questi ambienti ipogei, antiche strutture scavate interamente nella roccia a diversi metri di profondità, rappresentano una testimonianza storica preziosa, spesso valorizzati come monumenti della cultura rurale.

 

Copyright © 2025 SpiaggeSalentine.it - All Rights Reserved